Istituire una zona franca dell’Appennino: tagliare le tasse è la prima leva per dare futuro alla montagna

Tour di Patrizia Calza e Paola Gazzolo in Valnure:”Sostenere i progetti che uniscono l’agricoltura con la cura del territorio e dare impulso all’economia del bosco”

Piacenza, 20.2.2018 – Fare dell’Appennino una “zona franca“, perchè tagliare le tasse è il primo strumento per dare futuro all’imprenditorialità in montagna. Ma anche sostenere i progetti che uniscono l’agricoltura con la cura del territorio e promuovere una vera “economia del bosco”, per rendere il legname e gli altri prodotti delle nostre valli vero motore di crescita verde.
Questa la ricetta per la montagna presentata da Patrizia Calza e Paola Gazzolo, candidate del Partito Democratico per i collegi uninominali della Camera e del Senato.

Nella giornata di oggi, sono state impegnate in un tour elettorale della Val Nure che le ha portate a Farini, Bettola e Ponte dell’Olio. Una porzione del territorio gravemente colpita dall’alluvione del 2015 e dove, in poco più di due anni, sono stati investiti oltre 14 milioni di Governo e Regione per 142 interventi di sicurezza e ripristino. Altre opere sono al via, tra cui il maxi-cantiere da 1 milione di euro sulla frana dei Sassi Neri di Farini. A Bettola, come annunciato da Gazzolo, la Regione finanzierà con oltre 800 mila euro il consolidamento del muro lungo il Nure, a difesa del centro abitato.

“In Parlamento condurremo la battaglia per de-tassare le attività economiche in Appennino: la leva fiscale è fondamentale, non si possono usare pesi uguali per situazioni diverse. Le risorse investite sul territorio sono importanti, ma da sole non bastano: serve frenare lo spopolamento sostenendo chi decide di costruire progetti di vita e di impresa in montagna”, affermano Calza e Gazzolo. A questo, le candidate del centrosinistra intendono unire il supporto alle attività agricole che si impegnano nella manutenzione del territorio. “In questi ambito si potrà operare sfruttando tutte le possibilità aperte dalla maggiore autonomia che il prossimo Parlamento dovrà concedere all’Emilia-Romagna, come già conconcordato con il Governo sulla richiesta della nostra Regione: occorrerà costruire un nuovo patto tra i livelli istituzionali della Repubblica, fondato su un binomio inscindibile: vera autonomia in cambio di vera responsabilità. E il rilancio della montagna, con misure fiscali ad hoc e di sostegno all’impresa, sarà uno dei veri banchi prova con cui siamo pronte a misurarci”.