Studente picchia professore. Patrizia Calza:”E’ arrivato il momento di affrontare la violenza nei confronti del personale scolastico”

Ho riflettuto se commentare o meno l’episodio dello studente di prima media che, in una scuola della nostra provincia, avrebbe colpito ripetutamente con pugni al braccio la sua insegnante. Ho deciso di farlo perché non si tratta di un fatto isolato, ma piuttosto l’ennesimo caso di atti violenti nei confronti del personale scolastico. Soprattutto è il sintomo di una situazione di disagio della nostra società in cui l’uso della violenza prima verbale e poi fisica sta diventando sempre più frequente.
È anche questo un tema di sicurezza che non si può sottovalutare e che va affrontato da diverse prospettive: senza sottovalutazioni, con ricorso all’autorità giudiziaria e contemporaneamente con adeguate azioni educative.
Sono certa che la scuola abbia affrontato con competenza istituzionale ed educativa il problema. So anche che l’Ufficio Scolastico Regionale ha da tempo avviato molteplici azioni formative per la gestione dei comportamenti e per la gestione comunicativa di situazioni complesse. Ma tutto ciò non basta. Credo che sia arrivato il momento di affrontare questo problema con più fermezza e inquadrarlo correttamente come una questione di sicurezza a tutela di chi, in diversi ruoli e modi, rappresenta l’autorità dello Stato, come in questo caso l’insegnante. Un problema di sicurezza rispetto al quale non si possono proporre le sbrigative ricette con cui si vorrebbe liquidare il fenomeno migratorio, ma pur sempre di sicurezza si stratta.
Auspico dunque che, aldilà delle azioni formative rivolte al personale insegnante, sempre utili e condivisibili, nel caso in cui le accuse venissero confermate l’Amministrazione Scolastica attivi prontamente l’Avvocatura dello Stato nei confronti dei genitori del minore di quattordici anni. Chi rinuncia a punire rinuncia a educare.

Patrizia Calza

Candidata del Pd al Collegio uninominale della Camera