Approvare la legge sul reato di propaganda del nazifascismo. Serve una grande azione culturale

Antifascismo. I candidati del PD alle politiche: “Approvare la legge sul reato di propaganda del nazifascismo. Serve una grande azione culturale: sosterremo la diffusione dei Viaggi della Memoria. Piacenza può fare da modello”.

Piacenza, 10.02.2018 – “Facciamo fronte comune perchè l’antifascismo non è di parte, è di tutti. E’ il tratto fondante della Repubblica, è il principio alla base della Costituzione nata dal sangue versato dai partigiani e dal sostegno a loro offerto dalla popolazione civile. Non bisogna minimizzare i venti dell’ultradestra, al contrario. Va tenuta alta la guardia contro l’emergere di nuovi fascismi che oggi prendono la forma del razzismo, della xenofobia, della paura dello straniero o del diverso”.
Così i candaditi del Partito Democratico alle elezioni politiche del 4 marzo intervengono sulla manifestazione “Mai più fascismi!” organizzata per questa mattina, sabato 10 febbraio, in seguito all’apertura della sede di Casapound a Piacenza. Hanno preso parte al corteo Paola Gazzolo e Marco Bergonzi, in corsa per il Senato, insieme a Patrizia Calza, candidata alla Camera.
“Nella legislatura che volge al termine il Partito Democratico ha portato avanti con determinazione la proposta di Legge “Fiano” per introdurre nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Una legge approvata alla Camera lo scorso settembre, seppur con il voto contrario di Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Nella prossima legislatura l’iter va ripreso e completato, fino al via libera definitivo: delle idee di violenza e odio non si può fare propaganda. Non vogliamo limitare la libertà di opinione, ma impedire che la nostra libertà sia offuscata dai veleni del fascismo”,affermano i candidati. “E’ prima di tutto una questione culturale. L’allenza con la scuola è fondamentale. A Piacenza e in Emilia-Romagna la collaborazione è consolidata, ma bisogna fare sempre di più: se eletti in Parlamento, ci impegneremo per sostenere le iniziative sulla memoria del Novecento, a partire dai “Viaggi della memoria” nei Campi di concentramento dove milioni di persone hanno perso la vita”. “Da qui – concludono – passa un nodo determinante della nuova resistenza civile da attuare nella vita reale e anche sui social media come Facebook, piazze virtuali dove trovano terreno fertile le idee revisioniste. Un’operazione verità che proprio nell’istruzione e nella conoscenza trova l’antitodo al neo fascismo”.